giovedì 29 gennaio 2009

Strudel di mele

Compleanno di mia madre. Come festaggiare senza grassi aggiunti?
Questa è la storia della ricerca di una ricetta perfetta. Perchè perfetta? perchè doveva soddisfare questi requisiti:
- essere dietetica (son stufosa lo so... portate pazienza)
- rispettare la tradizione
- utilizzare gli ingredienti che ho in casa (non posso riempire ancor di più la dispensa...)

Per caso mi è caduto l'occhio qui...ed è stato amore a prima vista!

Ho cominciato quindi a cercare ricette di strudel...e non vi dico che babele di opinioni vi si trova...uova si, uova no, burro si, burro no, pasta sfoglia si, pasta sfoglia no...e avanti di questo passo. Io però non ho avuto dubbi...uova no e burro no...Volevo però conferma che questo strudel rispettasse un po' la tradizione, altrimenti che strudel è?...e un po' di conferme le ho avute girovagando...ad esempio qui e qui e in altri siti di cui non ho tenuto traccia. Il passo successivo è stato quello di individuare le dosi...e qui ho fatto un mix tra le varie ricette che ho trovato. Infine dubbio amletico...ma la farina? 0,00, manitoba? Illuminante è stato l'articolo di Dario che è caduto proprio a fagiolo e da cui ho capito che per creare una pasta elastica devo far formare il glutine nell'impasto! Però ammetto di essere stata un tantino azzardata...tutta farina di manitoba...

Per essere precisi poi, mi sono pure informata sulla storia dello strudel! Ebbene, se non lo sapete già, lo strudel è una variante di un antico dolce turco chiamato "baclava" che ancora si mangia da quelle parti. Quando il sultano Solimano, nel 1526, ha conquistato l'Ungheria, iniziando così i duecento anni di dominazione turca dell'europa dell'est, oltre alle truppe si è portato con sè anche le tradizioni culinarie, tra qui questo dolce. Ovviamente la blacava non era fatta con le mele, ingrediente fondamentale del nostro strudel, ma si sà...paese che vai, usanza che trovi...e ben presto questo frutto difusissimo in quelle zone ha fatto capolino tra gli ingredienti della blacava. Ma come ha fatto ad arrivare fino a noi, qui in trentino? Beh, facile...quando nel 1699 l'Austria conquista l'Ungheria, la baclava-strudel entra trionfalmente a Vienna diventando uno dei dolci più apprezzati dell'impero austro-ungarico, e quindi anche del nostro trentino...e poi se pensiamo che anche lì con le mele mica si scherza...il gioco è fatto!

Ma ora è tempo che vi presenti il mio di strudel




Strudel di mele

Per la pasta
  • 150gr di farina di Manitoba

  • 1 cucchiaio abbondante di olio di semi

  • 6 cucchiai di acqua calda

  • un pizzico di sale

  • un pizzico di zucchero

Per il ripieno
  • 2 mele golden

  • 60gr di uvetta sultanina

  • il succo di mezzo limone

  • 2 cucchiai di zucchero

  • pangrattato
Per prima cosa cominciamo ad impastare formando una fontana con la farina, il pizzico di sale e quello di zucchero. Aggiungiamo nel centro il cucchiaio di olio e cominciamo ad impastare con movimenti dall'alto in basso (non mescolando con movimento circolare). Quindi aggiungamo uno alla volta i cucchiai d'acqua continuando ad impastare. Alla fine deve risultare una pastella molle, quindi regolatevi un po' voi con la quantità d'acqua. A questo punto iniziamo ad impastare come per il pane. Dopo un po' vedrete che la pasta comincia ad amalgamarsi. Quando non si appiccia più sulle dita, impastate con più vigore anche battendola sul tavolo. Questo permette la formazione di glutine che rende elastica e lavorabile la pasta. Continuiamo finchè non diventa bella liscia e tutta chiara. Ora la lasciamo riposare in forno preriscaldato a 30°-50° e poi spento per 30min coperta da un canovaccio.

Nel frattempo prepariamo il ripieno. Io ho sbucciato le mele e tagliate a pezzatti piccoli, spremuto il mezzo limone, due cucchiai di zucchero e lasciato riposare. A parte ho fatto rinvenirel'uvetta in acqua tiepida.
Fatto ciò e messo un po' in ordine la cucina è anche passata la mezzoretta di riposo della pasta.
Ora la parte più difficile: bisogna stendere la pasta. Questa deve risultare finissima. Un detto austriaco dice più o meno così: la sfoglia dello strudel deve essere talmente fine da consentire di leggere una lettera d'amore postagli sotto. Stendiamo quindi sulla tavola una tovaglia o un canovaccio con cui ci aiuteremo poi ad arrotolare e spostare lo strudel. Cominicamo a stendere la pasta con il mattarello dandogli forma rettangolare. Quando vi sembra che con il mattarello non si stenda più, iniziamo a tirare la sfoglia con le nocche delle mani. Quindi alziamo la sfoglia, appoggiamola sulle mani e tiriamo delicatamente dal centro verso l'esterno. Vedrete che la pasta è molto elastica e si tira facilmente.
Questa era la mia prima volta che adoperavo questa tecnica e non ho avuto alcuna difficoltà!
Quando vi sebra che la pasta sia sufficientemente fine, cospargiamola con il pangrattato e sopra le mele (senza il liquido che hanno rilasciato durante la macerazione. Ricordatevi che durante la cottura le mele rilasciano succo e infatti il pangrattato serve per assorbirlo) e l'uvetta. Io ho messo anche del pangrattato nel ripieno e non solo come base. Questo ha permesso di assorbire i succhi e non ha per nulla rovinato il gusto dello strudel.
Ripieghiamo quindi i lembi laterali e poi, aiutandoci con il canovaccio, arrotoliamo lo strudel.
A questo punto, inforniamolo con forno preriscaldato a 180° per 40min.
Come vedete più light di così non si può. Eppure vi assicuro che tutti hanno fatto il bis, e infatti la prossima volta lo farò più grande. Con queste dosi e la mia capacità di tirare la pasta - ma vi assicuro che era per i miei gusti sufficientemente fina - sono venute 8 fette piccoline.
La pasta poi è neutra, quindi si può usare anche con ripieni salati. Ho già in mente poi altri ripieni per snaturale questo buonissimo strudel...ad esempio con un velo di marmellata senza zucchero, o magari con frutti di bosco, o pere o ciliegie...fra un po' sarà primavera e quindi la stagione dalle miei parti di ciliege...

martedì 27 gennaio 2009

Mousse al cioccolato

Si, lo so che vi ho detto che siamo in periodo di dieta...e non credete che con questa mousse si sia concluso il periodo ascetico e di rinunce...no no...ma ieri bisognava festeggiare. Il 26 gennaio 2009 rimmarà nella nostra famiglia come una data storica: ossia il giorno in cui mio marito ha smesso di fumare! E con orgoglio annuncio che alle 23.58 della notte tra il 25 e 26 gennaio, conclusa l'ultima pagina di questo libro, ha annuciato "vado a fumare l'ultima sigaretta". E' uscito dal letto, ho sentito che apriva la porta della terrazza in cucina...dopo alcuni minuti, l'ho sentito rientrare, aprire la porticina della cucina dove c'è il cestino e gettare le ultime sigarette del pacchetto...
Non potete immaginare quanto sia felice...
Quindi ieri sera, per fargli un regalino, visto che erano giorni che mi implorava di poter mangiare un pezzettino di quella cioccolata fondente che abbiamo a casa da Natale, ho preparato questa mousse al cioccolato.
La foto non rende giustizia, cioè è proprio brutta...ma il gusto è favoloso! Una mousse fresca, che ne mangeresti a quintali...si scioglie in bocca e dona veramente una sensazione di freschezza. Perchè? Ma perchè è puro cioccolato montato! Come ho fatto?...beh, leggete qui e lo scoprirete!



Mousse al cioccolato

  • 100gr di cioccolato
  • acqua q.b.
Per capire esattamente il procedimento vi consiglio di leggere l'intero articolo di Dario. Io ho proceduto così. Intanto ho preso una ciotola e l'ho messa a raffreddare in una più capiente contente del ghiaccio. Ho tagliato 100 gr di cioccolato e fuso nel micronde. Per la quantità d'acqua, la mia cioccolata aveva 32g di grassi, quindi, seguendo la formula indicata da Dario "32*100/34" sono venuti circa 95gr d'acqua. Una volta che si è sciolto il cioccolato ho miscelato con l'acqua (mettetela tutta tranquillamente, non c'è nessun problema!) e ho mescolato finchè i due ingredienti si sono amalgamati. Quindi ho versato il composto nella ciotola raffreddata con il ghiaccio e ho montato. Ho messo la mousse in una coppetta con una base di biscotti sbriciolati (che dalla foto non si vede)



Devo dire che si sente un po' l'acqua che le dona quella freschezza di cui vi parlavo prima. Secondo me, merita! Se la provate, ditemi cosa ne pensate che son curiosa!

venerdì 23 gennaio 2009

Il mio primo meme: 8 buoni propositi per il 2009

Ultimamente sono un po' latitante...sarà il fatto che siamo a dieta e che sto cercando di smaltire un po' di cibo che ho in frigo prima che scada, ma non ho avuto tempo e voglia di sperimentare cose nuove. La mia to-do-list c'è, e spero di trovare il momento per fare qualcosina. Nel frattempo, come vedete, ci sono e continuo a visitare i miei siti preferiti e a prendere appunti!

Oggi poi ho trovato questa bellissima novità lasciatami da Kiki che, tra parentesi, è ora inserita tra i blog preferiti ;-)

Quindi... ringrazio Kiki per avermelo passato ed ecco qui i miei
8 buoni propositi per il 2009

1* visitare Parigi
2* fare un po' meno la "signora no"
3* finire il cuscino a punto croce che ho iniziato e fare altri lavoretti per adornare casetta
4* applicarmi nei lievitati salati...pizze, focacce, panini vari
5* contiunare a leggere prima di addormentarmi...perchè perdere le belle abitudini?
6* dedicare più tempo alle amicizie e non trovarmi sempre la scusa che non ho tempo e sono stanca...suvvia...a ventotto anni posso ancora far tardi la sera, il sonno si recupera!
7* cominciare a farmi una bella libreria di cucina, con il vostro aiuto ovviamente!
8* regalare sempre un sorriso a chi mi vuole bene anche se ho una giornata no

che dire...ovviamente non sono in ordine di importanza...e non sono gli unici...ma da qualche parte bisogna pur iniziare!
Alcune di voi hanno già fatto il meme, quindi il mio è un passaggio in ritardo...ma almeno vi scrivo perchè ve lo avrei passato. Prima di tutto per conoscervi meglio e per ringraziarvi delle ricette e degli spizzichi di vita che condividete con me attraverso i blog. E poi perchè è sempre bello sapere che qualcuno ci pensa...quindi le mie nominations sono (fa tanto grande fratello che è di moda...ma voi lo guardate? secondo me non sanno più cosa inventare...è diventato penoso...peraltro...)

* Kiki - per la gentilezza di avermi segnalato
* Manu e Silvia- per essere state le prime a seguire le mie sperimentazioni e avermi incoraggiato fin dall'inizio
* Laura e Giugiù - perchè loro non lo sanno ancora ma io le seguo da tempo e poi siamo compaesane!
* Maite, Marie e il fotografo - perchè mi hanno pure linkato...loro che fanno dei piatti cosi squisiti che i miei a confronto...lasciamo perdere che ho solo da imparare
* Sigrid - perchè come avete capito continuo a copiarle le ricette :-P

e poi ci sono tutte le altre....ma sarà per altre occasioni!

lunedì 12 gennaio 2009

La mia prima cena

Cenona!
Quella che ho preparato sabato sera per festaggiare il compleanno di mio marito. Cena con suoceri e cognati: la prima da quando ci siamo sposati. La giornata è iniziata così:
io: "ti prometto che cercherò di non innervosirmi"
marito: "tanto lo so che oggi litighiamo"
io: "e infatti ti ho detto che cercherò...non che non mi innervosirò!"
ed è finita così
io: "hai visto che non mi sono innervosità?"
Infatti quando devo cucinare per altre persone mi prende l'ansia da prestazione e divento nervosa: non devo essere disturbata, non deve girarmi nessuno intorno...insomma, mi devo isolare...e ancora sono capace di litigare con qualcuno! Questa volta invece, non ci posso credere nemmeno io, ma sono riuscita a cucinare antipasto, primo, secondo e dessert senza innervosirmi e senza gravi inconvenienti (se tralasciamo che ho bruciato i pinoli mentre cercavo di tostarli e che quando gli ospiti sono arrivati stavo ancora impiattando il primo da passare al forno!) Comunque, per essere stata la mia prima cena ufficiale con i suoceri devo dire, senza falsi pudori, che sono stata brava! Un po' di soddosfazioni nella vita ci vogliono!
Ed ora...il menu. Mi scuso per le foto che non ci sono...presa dalla preparazione me ne sono ricordata quando già gli antipasti erano in pancia...e sì che era tutto il giorno che continuavo a ripetermi di ricordarmi di fare le foto!

Cestini di parmigiano con radicchio e salmone affumicato
  • 4 cucchiai di parmigiano per un cestino
  • radicchio tardivo di treviso
  • 1 fetta di salmone affumicato
Grattuggiare il parmigiano. Per un cestino ce ne vogliono circa 4 cucchiai. Porre una pentolina antiaderente sul fuoco e far scaldare. Per capire se la temperatura è giusta far cadere una goccia d'acqua: se questa sfrigola possiamo cominciare l'opera. Far cadere a pioggia al centro della padella un cucchiaio di parmigiano e continuare con gli altri a cerchi sempre più ampi. Il parmigiano deve bollire, ma fate attenzioni che non si colori troppo, altrimenti sa da bruciato! Una volta steso tutto il parmigiano, togliere dal fuoco e aspettare che si raffreddi un pochino. Quando il bollore del formaggio comincia a scemare iniziare a staccare il contorno e poi prelevare la forma. Depositarla su un bicchiere capovolto affinche prenda la forma del cestino.
Una volta fatti tutti i cestini e lasciati raffreddare, riempire con un po' di radicchio tagliato a pezzetti e condito con un po' d'olio sale e pepe e aggiungere una fetta di salmone affumicato tagliata a listarelle. Vi assicuro che il mix di sapori lo rende buonissimo!
Paccheri al radicchio e stracchino (x 6 persone)
  • 3 paccheri a persona
  • 400gr di radicchio tardivo di treviso
  • 60gr di pinoli
  • 300gr di stracchino
  • 1 fetta di speck a persona
Rosolare in un po' d'olio aromatizzato all'aglio il radicchio aggiounto un po' alla volta. Quando inizia ad appassire aggiungere un mezzo bicchiere scarso di acqua e un cucchiaino di dado vegetale. Se vi piace, ma io lo consiglio perchè da un profumo particolare, aggiungere mezzo cucchiaino di zenzero. Coprire la padella e lasciare appassire per un cinque minuti. A parte tostare i pinoli. Aggiungere i pinoli e poi amalgamare con lo stracchino.
Cuocere a parte i paccheri lasciandoli un po' al dente. Nel mio caso era indicata una cottura di 13min che ho ridotto a 10min. Scolati i paccheri e lasciati leggermente raffreddare, dobbiamo impiattarli in una pirofila in modo che restino in piedi. Si formano praticamente dei gruppetti di 3 paccheri tenuti assieme da una fetta di speck arrotolata intorno e una mezza fetta che fa da base. Si riempie poi il pacchero con il radicchio. Una volta messi nella pirofila, spolverare con del parmigiano grattuggiato e infornare con forno caldo a 180° circa 10min.
Faraona al forno con ripieno di maiale e tartufo.
Contorni di patate in padella al rosmarino e cipolline


Per la faraona me la sono fatta preparare dal mio macellaio di fiducia. Per la cottura è sufficiente porre la faraona in una pirofila di vetro e informare a forno caldo a 200°. Cuocerla per circa 1 ora e mezza coperta da stagnola. Togliere poi la stagnola e lasciarla un'altra ora circa girandolo dopo 30 min in modo che si colori per bene da entrambi i lati. Per vedere se è cotta ci sono due accorgimenti: il primo è che deve essere colorata e non bianca e poi facendo anche qui la prova stecchino, cioè infilando uno stuzzicadenti a fondo questo deve uscire asciutto.
Come contorni ho fatto delle patate in padella molto semplici. Semplicemente ho cotto in una padella antiaderente le patate tagliate a pezzetti e passate con olio e rosmarino.
Le cipolline sono ancora più semplici e facili da fare: cotte in padella antiaderente ammorbidite con un filo d'olio e messe in cottura con dell'acqua e una punta di dado vegetale
Et voiòà...semplice ma buonissimo
Mousse di yogurt alla vaniglia con crema di kiwi
  • 1 yogurt a persona
  • 1 foglio di gelatina per yogurt
  • mezzo kiwi a persona
Ammetto che l'idea l'ho copiata da Laura ma il mio procedimento è molto più semplice, ma vi devo dire molto buono (son ripetitiva...lo so...). Prendiamo la gelatina e la ammoliamo in acqua fredda per 10 min. Una volta ammorbifdita la strizziamo e la sciogliamo in un pentolino aggiungendo lo yogurt (gusto vaniglia nel mio caso). Versare nelle formine dei muffin e quando si è raffreddato lasciare in frigo per circa 3 ore. Preparare a parte la crema di kiwi semplicemente frullandoli, passandoli al colino per eliminare i semini e aggiungendo eventualmente zucchero se vi sembrano troppo aspri. Dessert facile da fare ma di sicuro effetto!

venerdì 9 gennaio 2009

Pollo al curry con piselli

Oramai quasi a metà gennaio...quindi un po' in ritardo per auguravi un buon anno. Le persone che incontro per la prima volta in questi giorni mi dicono "Buona Continuazione"...ma io preferisco dirvi "Ben tornati!"
Intanto si comincia con la dieta...dieta di dimagrimento e dieta di mantenimento...buon proposito per l'anno nuovo è quello di mangiare meno e più sano. Le feste hanno portato gioia, felicità, relax e tanti "pocci"...quindi ora cominciamo a cucinare meno dolci e piatti meno calorici.
Intanto ricettiva veloce per incrementare la rubrica 'Cosa preparo per cena?'...ecco infatti cosa ho cucinato ieri sera:

Pollo al curry con piselli (x 2 persone)

Tagliare mezzo petto di pollo a bocconcini e infarinarli. Farli rosolare in un po' d'olio all'aglio. Quando si sono dorati in superficie, aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e un cucchiaino raso di brodo vegetale. Mettere il coperchio e far cucinare a fuoco medio per 5 min. Quando si è asciugata l'acqua e si è formata una pastella aggiungere il curry a piacere e dell'erba cipollina. Continuare a cuocere aggiungendo acqua fino a cottura (circa 30 min circa)
Per i piselli, io prendo i piselli in scatola (2 scatole piccole) e, per velocità, li cuocio nel microonde a potenza massima per 1 min. Poi aggiungo un filo d'olio, un po' di cipolla e dell'erba cipollina e riscaldo per altri 2 min.